domenica 27 gennaio 2008

LE “COLPE” DI ROMANO PRODI IN UN MONDO DI IPOCRITI ED OPPORTUNISTI


Mi unisco alle parole di Andrea Di Meo che nella sua lettera all’Unità di oggi ringrazia Prodi per essere “andato fino in fondo [….] a testa alta e schiena dritta”.
In effetti in un Paese di politici ipocriti ed opportunisti e dediti alla coltura del “proprio orticello” questa caparbietà nel rivendicare la propria onestà e lealtà nei confronti degli impegni presi con gli elettori ha disorientato molti; credo comunque pochi tra i 19 milioni di italiani che nella primavera del 2006 hanno come me votato per la coalizione di centro-sinistra perché questa “nostra” diversità ed unicità è stato il primo motivo per la scelta del voto.
Ha fatto quindi bene Prodi a chiedere (pretendere) davanti alle camere a ciascuno il “coraggio” di dichiararsi pubblicamente per il “si” o per il “no”, ha fatto bene perché non ha (non abbiamo) nulla di cui vergognarsi e/o da nascondere, ha fatto bene a presentarsi a viso aperto e schiena dritta perché quello che ha fatto lo fatto “onestamente” e con “senso dello Stato” e della “cosa pubblica”; ovvero il massimo che alla condizione di oggi si poteva fare in un Paese in una situazione di permanente “ricatto” da parte dell’irresponsabile di turno.
E’ stato giusto cadere in piedi alle camere e a viso aperto davanti agli italiani perché ognuno di noi elettori ha potuto annotarsi nome e cognome di chi si è messo di traverso per interesse di parte, ce ne ricorderemo al momento del voto se finalmente saremo di nuovo messi nella condizione di poter “scegliere” e non di dover “subire” i nostri rappresentanti in Parlamento; è necessario quindi cambiare le regole del gioco perché allo stato attuale un voto con questa legge elettorale significherebbe “continuare a farci del male” per molto tempo ancora.
Il ribellismo diffuso e la sindrome da comitato che ci pervade, sono il segnale più evidente di quanto nel nostro Paese ci sia bisogno di “buon governo” e “buona politica”, ovvero quello che in questi 20 mesi di lavoro Prodi aveva iniziato a fare con il suo (nostro) governo; questo a qualcuno ha dato fastidio perché significava dover finalmente rinunciare a privilegi, a rendite di posizione, ad interessi di parte a vantaggio dell’interesse generale; questo “qualcuno” si è messo di traverso e per salvare se stesso ha deciso di trascinare tutto il Paese nel baratro dell’ingovernabilità.
Non possiamo permettere che vinca ancora questa parte, non possiamo permettere che in un Paese dove tutti urlano, spingono e dove tutti rivendicano supposti diritti (o privilegi che dir si voglia) continui a prevalere la “legge della giungla”; abbiamo bisogno di “buona politica” e di persone “oneste” che ne portino avanti con orgoglio, fermezza ed a testa alta i principi ispiratori; lavoriamo per questo ed il paese onesto avrà l’intelligenza di “capire” da che parte stanno queste persone.
Ha ragione ancora una volta il lettore Andrea Di Meo quando scrive “Non facciamoci fuorviare ed intimidire, non arrendiamoci”, difendiamo con orgoglio quello che di buono abbiamo fatto, ammettiamo onestamente e lealmente i nostri limiti e le nostre colpe ma non diamoci per vinti perché non ci possiamo “rassegnare” ad una Democrazia virtuale da “grande fratello”…………

Claudio Gandolfi

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