giovedì 3 gennaio 2008

LEGGE 194: UNA DOMANDA ALLA “COMPAGNA” PAOLA BINETTI


All’indomani della giusta moratoria contro la pena di morte l’ex compagno Giuliano Ferrara ha pensato bene di equiparare questi vergognosi “delitti di stato” alla scelta individuale e sofferta dell’aborto definendo di fatto le donne che la compiono delle “assassine”; è una “nuova caccia alle streghe” in cui Ferrara trova ora come compagni di viaggio disposti a “sporcarsi le mani”, oltre a Forza Italia anche la senatrice Paola Binetti, con la quale fatico sempre più a condividere l’appartenenza allo stesso schieramento politico, nello specifico al nascente Partito Democratico.
Non entro nel merito delle motivazioni che hanno spinto la Binetti a questa sua scelta “personale” e non voglio discutere se questa sia o meno in contrasto con i principi di “laicità” alla base del PD, ma da suo ( spero momentaneo) compagno di viaggio mi aspetto che lo stesso “fervore” a difesa della persona e la stessa spinta “morale” la senatrice le dimostri in Parlamento nel chiedere un impegno “bipartisan” per attuare al più presto tutti gli strumenti legislativi utili a contrastare il fenomeno delle “morti bianche” che ogni giorno lascia sul campo 3 persone “adulte, vive,capaci di intendere e di volere” che muoiono di lavoro; alla pari dell’embrione che Lei dice di voler proteggere nella sua dimensione di “essere vivente” anche per i morti di lavoro dovrebbe valere l’esclusione di “logiche di schieramento o posizioni di partito” nell’impegno per difendere la “salvaguardia della vita”.
Mi permetto infine di ricordare alla senatrice Binetti che nonostante gli sforzi fatti dal governo Prodi ( e dalla maggioranza a cui ancora appartiene) per arginare il fenomeno delle morti bianche, anche il 2007 si è chiuso con un bilancio purtroppo pesante; all’alba del 30 dicembre il contatore di Articolo21 segnava infatti 1045 morti, 1045672 infortuni e 26141 invalidi e a Paese ancora in letargo per festeggiamenti e botti i primi giorni del 2008 ci hanno già “regalato” 5 morti, 5748 infortuni e 143 invalidi: se non sono questi numeri un buon motivo per difendere “la dignità della persona e il valore sacro della vita” chiedo alla Binetti ( a Bondi, a Ferrara) quali? Grazie.

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