giovedì 3 gennaio 2008

Commento a Lidia Ravera: “194,UNA CICLICA OSSESSIONE”


LEGGE 194, PARTITO DEMOCRATICO E LA “PAURA DI NON FARCELA”

Ho letto con molto interesse l’intervento chiaro, lucido e preciso di Lidia Ravera sull’Unità di oggi e condivido con lei la stessa paura “che non ce la facciamo” in quel coraggioso tentativo che è il Partito Democratico di mettere insieme “noi laici di buona volontà e loro, cattolici capaci di rispettare la libertà di tutti”; personalmente fatico sempre più a condividere l’appartenenza allo stesso nascente partito con Paola Binetti e credo che con una legge elettorale diversa una personalità come la senatrice “teodem” non sarebbe mai stata eletta in parlamento con il consenso ed il voto consapevole da parte di molti degli elettori di centrosinistra, ad iniziare da quelli che come me il 14 ottobre scorso hanno votato alle primarie per il PD.
Questa sua presa di posizione personale è solo l’ultimo di una lunga serie di episodi in cui la senatrice si è trovata in qualche modo dall’altra parte del guado, ma questo lo giudico più grave e dirimente di altri perché nei fatti condivide una posizione “ideologica” che mette sullo stesso piano un atto barbarico come un “delitto di stato” ( perché tale la pena di morte è) con una scelta individuale e sofferta come quella dell’aborto definendo di fatto le donne che la compiono delle “assassine”.
Questa volta lo scompiglio si è creato, la reazione c’è stata soprattutto da parte delle donne laiche del PD (Pollastrini, Turco ed altre), mi piacerebbe sentire la posizione degli uomini ( troppo spesso in un opportunistico “silenzio” in attesa di eventi), in particolare quella di Veltroni perché il problema politico c’è tutto e molti sono gli aspetti di carattere etico, morale e religioso su cui le diverse anime del nascente Partito Democratico corrono il rischio di spaccarsi perdendo pezzi per strada; finito le “vacanze” sarà bene che cominciamo tutti ad affrontare seriamente questi aspetti perché parlare esclusivamente delle cose che ci uniscono eludendo di affrontare ragionamenti sulle cose che ci dividono non risolvono il problema, semplicemente ( e con molta ipocrisia e poca lucidità politica) lo posticipano con il rischio di renderlo ancora più difficile da superare; il giochino di stare assieme per puro “tornaconto elettorale” avrà vita breve e nel caso lo pagheremo tutto e duramente.

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