sabato 2 febbraio 2008

DARE A PRODI QUEL CHE E' DI PRODI


Ad una settimana dalla caduta del governo Prodi, mi sono ritrovato a fare un bilancio di quanto fatto dal centrosinistra in un anno e mezzo di legislatura.

Allora ripensavo al serio e rigoroso lavoro di sistemazione dei conti e delle finanze dello Stato portata avanti con fatica da Padoa-Schioppa. Alla efficace e fruttuosa battaglia condotta dal viceministro Visco contro l'evasione e al recupero dell'economia sommersa.
A Bersani e ai suoi tentativi di liberalizzare questo paese e il suo sistema economico, andando anche ad intaccare privilegi secolari di alcune parti. Nonchè ad un paio di suoi atti che definerei rivoluzionari, come l'abolizione dell'incomprensibile balzello sulla ricarica per i telefonini e l'introduzione nel nostro ordinamento della class action, azione collettiva a tutela dei consumatori, già presente in numerosi paesi.
Al Ministro D'Alema e la sua politica estera, assai lontana da quella del precedente governo: ritiro delle truppe dall'Iraq, la missione di pace in Libano che ha scongiurato un ulteriore conflitto, moratoria sulla pena di morte, sancita dall'Onu giusto un mese fa.
Al difficile ma positivo operato di Damiano in materia sociale, con l'approvazione del pacchetto sul welfare e il grande successo che stava cominciando a raccogliere per l'emersione del lavoro nero. Non dimenticando che la questione salariale era il primo punto nell'agenda governativa.

E' vero che alcuni problemi, come la precarietà, rimanevano da affrontare e che alcune riforme, tipo i Dico, si sono perse per strada, mentre altre importantissime come il conflitto di interessi, sono rimaste al palo.
Rimane comunque il fatto che quanto compiuto in un anno e mezzo da questo governo, che temo rimpiangeremo, non è affatto poco, e andrebbe affermato e sbandierato con orgoglio proprio a partire da noi che lo abbiamo sostenuto con convinzione.
Mirko Gamberini

1 commento:

Edoardo D'Alfonso ha detto...

Aggiungerei...
Al Ministro della Pubblica Istruzione Fioroni ed alla sua vice Bastico, che hanno coraggiosamente dato alla scuola italiana quello che le serviva: una iniezione di serietà e completezza.