giovedì 19 giugno 2008

“LE PICCONATE ALLO STATO SOCIALE” E “LA POSTURA DELL’OPPOSIZIONE”

L’azione di smantellamento che il governo ha iniziato nei confronti del protocollo di luglio è l’ennesima dimostrazione che il Paese si dovrà preparare a cinque anni di “lacrime e sangue” con un governo ed una confindustria che a “braccetto” cercheranno giorno dopo giorno, decreto dopo decreto, in modo subdolo ed in apparenza indolore ( e soprattutto spacciandolo per interesse generale) di fare “tabula rasa” dei diritti di libertà e cittadinanza conquistati in questi 60 anni di storia repubblicana.
Commentando le misure Fulvio Fammoni, segretario confederale della Cgil, dice che “ Siamo di fronte a scelte sbagliate che abbassano i diritti e danno il solito messaggio per cui si può competere utilizzando solo la leva del costo del lavoro” e conclude il ragionamento affermando che “ È chiara la volontà di colpire il protocollo sul Welfare […….] chi l’ha firmato dovrebbe difenderlo”.
Appunto, sindacati confederali e attuale opposizione di centrosinistra, che lo hanno fortemente voluto, approvato e sottoposto a referendum dei lavoratori, lo dovrebbero difendere. Mi chiedo perché l’uso del “condizionale” da parte di un segretario confederale, mi chiedo perché della mancanza di un “perentorio ed inequivocabile” DOBBIAMO difenderlo ORA E SUBITO da parte almeno di Cgil e Partito Democratico.
Mi chiedo cosa dobbiamo ancora aspettare prima di rialzare la testa come opposizione sociale perché
non mancano certo ora i buoni motivi per mobilitare subito le nostre “truppe”, superando la prudenza attuale.
Smettiamola di parlare di regole, basta scrivere documenti con dichiarazione d’intento bellissime che faticano poi a diventare azione politica concreta, basta parole e passiamo ai fatti se vogliamo evitare di restare a vita all’opposizione.
Io (iscritto Cgil e aderente al PD) sono tra i non rassegnati di cui parla la Ravera oggi e spero come lei che i “girotondini ricomincino a girare in tondo, a sdraiarsi sul selciato, a organizzare la disperazione dei milioni di italiani che non hanno votato Berlusconi”; dobbiamo dare dalla base, dalle strade, dai luoghi di lavoro segnali chiari ai nostri referenti politici e sociali perché “La postura dell’opposizione” mi sembra pericolosamente vicina ai 90°…………..

Claudio Gandolfi

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